L’epoca lucana (V–II secolo a.C.)

A partire dalla fine del V secolo a.C., la Basilicata entra nella fase lucana: popolazioni di origine sannitica, i Lucani, si insediano nel territorio inglobando le culture locali e dando vita a una nuova identità politico-militare. Parlanti la lingua osca, organizzati in forma democratica e fortemente votati alla guerra, i Lucani fondano numerosi centri fortificati e villaggi rurali, protetti da cinte murarie e collegati a necropoli e santuari.

Anche Ferrandina, posta in posizione strategica, conobbe in quest’epoca un’occupazione intensa. Le necropoli rinvenute nell’area urbana (Via Fanti, Via Lanzillotti, Via Pisacane) e nelle campagne (Sant’Antonio, Caporre, San Nicola) testimoniano un territorio capillarmente abitato. Tra i ritrovamenti spiccano tombe con armi, corazze e gioielli, a conferma del ruolo centrale della guerra e del prestigio dei guerrieri nella società lucana.

Sull’altopiano di San Giovanni, tra Ferrandina e Salandra, sorgeva una grande città lucana cinta da mura, con abitazioni organizzate secondo un piano urbanistico regolare. L’abbandono violento di questo centro, probabilmente legato a eventi bellici, è testimoniato da tracce di incendio e da tesoretti nascosti. Poco lontano si trovava un santuario extraurbano legato al culto delle acque, ricco di offerte votive.

Con l’avanzata romana (III–II sec. a.C.), molti centri lucani vengono abbandonati, e il territorio si trasforma: i villaggi lasciano il posto alle ville romane, segnando la fine della stagione lucana.

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