L’epoca arcaica (VIII–VI secolo a.C.)

Tra l’VIII e il VI secolo a.C. la Basilicata era un mosaico di popoli: Peuceti, Enotri, Chones e, più a nord, Dauni e Lucani. In questo contesto, Ferrandina si trovava in una posizione speciale, al confine tra mondi diversi, dove culture locali e influenze greche si intrecciavano.

Gli abitanti vivevano in piccoli villaggi sulle alture, in capanne circolari di pietra, terra e paglia. Accanto alle abitazioni sorgevano le necropoli: i defunti erano deposti rannicchiati, con ricchi corredi di vasi, fibule, gioielli o armi, segno di una società che già mostrava differenze sociali e gruppi dominanti. Un elemento caratteristico delle tombe era la grande olla decorata con un piccolo vaso all’interno, probabilmente legata a un rito simbolico.

Scavi condotti a partire dal 1966 hanno rivelato importanti tracce di questi insediamenti: capanne e tombe in località Croce Missionaria, sepolture con corredi preziosi presso l’attuale caserma dei Carabinieri, ritrovamenti in via Pisacane e, più recentemente, una necropoli a Sant’Antonio.

I reperti esposti raccontano la vita e le credenze di queste comunità arcaiche, offrendo un affascinante viaggio alle origini di Ferrandina.

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